Il secondo incontro: la Bestia.

Una regina di ragni e serpenti – 7

c’è un puzzo che irrompe,

di anziano e di bestia. Un puzzo che striscia, spezzetta e frantuma. Fracassa il sottobosco, sparpaglia i fiorellini, che sciamano alla svelta a rimpiattarsi sottoterra.

Puzzo pesante e nero, puzzo d’ombra animalosa.

La bimba però è svelta.

È svelta, è in ginocchio, è carponi. Si acquatta. Piccola fiera sta al balzo, in agguato. Offre difesa e guerra, se il caso lo richiede.

 

Sorge di fronte a lei.

 

Sole dietro le spalle: per ora è solo sagoma, non si riesce a decifrare. Di certo è di puzzo di bestia e di anziano. C’è la cavalcatura, che è massiccia enormità. Le zampe è ciccione, il ventre sfrega a terra. Contro sole pare nera, ma sarebbe nera uguale.

È bestia non coverta: non l’ha mai vista prima né saputa immaginare. Forse in un qualche sogno sbriciolato tempo fa, imprestata da un mondo malvoluto e non suo. Il muso è deforme: c’è un corno sul naso, un corno appuntito inzuppato di sangue. Porta segni di battaglia, porta graffi, porta sfreghi.

Si sposta di lato. Così chiude strada. Lunghe le strie di ferita sul fianco, come se costretta in un pertugio troppo stretto, come un passaggio fra rocce appuntite.

È femmina: è chiaro.

La bimba è peli ritti, lumine d’occhi e radici abbarbicate. Il corpo resta morbido mentre pregusta assalto. Non ombra di un pensiero, non ombra. Lascia il controllo ai visceri. Lascia il controllo al cuore. Lascia il controllo al… E poi qualcosa in testa le rivela di buttarsi e di scartare al biancospino, perché una via di fuga sta in un buco della siepe. Potrebbe scivolare fra radici e ceppo legno perché il mostro non ci passa. E poi subito dopo la bambina sa per certo che quel qualcosa in testa che rivela di buttarsi certamente è un’idiozia. Il corpo lo conosce, lo sa da quando è nata, la sa pure da prima, lo sa dalla stirpe di regole e leggi da ingoiare strettamente perché ne va dell’anima: lo sa che è una cazzata.

Non si lascia il sentiero. Si sta con la paura.

Non si lascia il sentiero, si resta col mostro.

Perché altrimenti il mostro ti entra dentro in qualche modo come tenia dentro agli ossi e ti mangia sei perduta non ritorni più non torni non ci torni a casa, no.

 

Ma che succederebbe zufolando la vocina se scappassi via dal buco?

 

Scopre i canini. Riempie di fiato. Si tiene ai forasacchi. Affonda il piede dietro. Usa quello avanti per assaggiare il campo. Dall’alluce a punta accarezza la terra: la sente, la vuole. Il mostro è pesante, lei no.

La bestia sgorga un occhio, la gemma è incastonata nella grandezza oscura.

A forza di osservarla si comincia a intravedere. Comincia a toccarla con lume di sguardo. Ora si rende conto: c’è la cavalcatura ma c’è anche chi cavalca. Cavaliere filiforme. Cavaliere è vecchio antico. Cavaliere antico anziano. Dal mostro si leva un’ondata fetore di ferita infetta e palude immortale. Dal cavaliere mormora un profumo di violetta che si vede senza sbaglio che è mendace e travestito, che sotto alle viole sta un mondo putrefatto, di ratti avidi e morti impastoiati in una trappola, estatici affoganti dentro a un’orgia a dismisura.

Certo: porta un bastone, che è pure profumato. Ma non conosce il legno, il gusto non si sa. Dal cavaliere mormora una voce di fogliame che suona scricchiolante e che si mescola col cielo. E per l’appunto il cielo muta forma ad ogni cosa. Un cirro sul sole scolpisce i contorni e ne adesca il colore. Il ventre della bestia risuona come il mantice di un fuoco sottoterra. Pelle cotenna è incrostata di fango. Di argilla di fango è coperto anche il vecchio. In alto cavalcante, a gambe incrociate, nudo come il legno che mantiene in equilibrio. Barba e capelli solidi, scolpiti a melma secca. Molto probabilmente sono emersi da una pozza, da un vortice che pensa. Non sono ricoperti, la bimba lo vede, sono d’argilla e basta.

Chi è che dà forma, si chiede. La voce di fogliame si rivolge vagamente a qualcosa che sta in mezzo, a qualcosa che traspira. La bimba lo indovina che è una voce che seduce. Ma non si sa per chi, ma non si sa che cosa.   Solleva il bastone. Lo porta sul palmo. Rimane teso in su. Lo alza alla fronte. Lo appoggia sul capo.

L’occhio del vecchio è nero.

Il vecchio è un occhio solo che ha la voce rugginosa, la voce di qualcosa che non si addormenta mai. Bastone equilibrio sta all’occhio su in fronte. Schiude le labbra in un riso silente. La bocca urla e sguaita ma non ne esce suono.               

Immaginati i denti.

Il legno ora si stira in ogni fibra al suo confine. Bestia all’unisono a bocca spalanca. Il corno è sul naso. La profondità.

Osassi sbirciare oltre l’orlo. Osassi sbirciare oltre l’urlo. Immerso alla fauce sta un sogno di stella, sta galassia segno, via lattea nel ventre. È strada anche quella, si mormora intorno, ma bimba ha perso il balzo, ha perso l’intenzione: bimba è rapita ormai.

Eh sì, perché è pauroso, ed è sempre puzzolente, e vocina ancora scappa dice scappa ed abbandona. Ma in qualche maniera argillosa e senziente è anche un fuoco d’artificio, è una fiera di paese, è uno scherzo di magia.

Si stira il bastone dal muso del vecchio.

Ma sì, l’hai visto bene: si sta ramificando.

Da in giù verso l’alto e da in su, dalla cima. Rami e radici e radici e rami. Non più in equilibrio il bastone, non più. È saldo e radicato nell’argilla dell’anziano. Il vecchio ride ancora ma direi che sta soffrendo. Non c’è un suono che sia uno, non c’è voce per sbaglio. In su, verso il su: lassù si biforca.

Si triforca e gemma e geme. Si schiudono boccioli, albeggiano fiori ed ognuno è diverso: raccoglie tutto il bosco. Raccoglie il bosco intero e ogni bacca si schiude. Sputa semi di pioggia. Si spaccano i rami e poi si apre, si schiude una vulva all’interno del legno. La vulva è una chiave è un enigma e risplende. È che godo a morire e ti voglio. Ti voglio ora ti voglio ora ti voglio ora ti imploro di quell’urlo silenzioso che desiderando strappa e che da radice al petto, a quel petto senza cuore, schianta e lacera e rivela quel suo vuoto immensurato, quel suo astro fatto pietra quel suo sole fatto assenza e che meno male i rami con le dita senza scampo che s’insinuano e si annodano per sbriciolare argilla.

Si scuote.      Si scrolla.

Pare un felino fradicio.

Lo ripulisce il vento.

C’erano quattro zampe. Ci sono quattro tronchi: magmaticamente contorcersi in bestia. Bestia spiraleggiante di vecchio e di animale. È come un aggrapparsi molto lento e mai immobile.

La bimba riderebbe, ma ancora è titubante. Cauta si sposta, si aggira attorno al tronco.

Si dice che il tronco sono passi ventidue, la circonferenza.

Ogni piccolo lato, ogni punto di vista, rivela un nuovo modo di diramarsi e crescere. Sono infiniti lati, sono infiniti modi. Un passo è uno sguardo, un respiro-funzione. Ognuno è differente, è diversa relazione, un’altra prospettiva, una via di raccontare, un modo di dirimersi, una nuvola di storie, un animo mai visto, una fetta di universo.

Ad ogni passo un frutto: un frutto che cogli, che mordi, che accogli. Ed ogni frutto insegna, ed ogni frutto toglie, ed ogni frutto dà. Ed ogni frutto uccide.

È come se a ogni passo ammazzasse qualche cosa.

E quando poi ritorna giunge al punto di partenza.

 

Nel prossimo tratto: fiabesca tentazione.

Segmenti precedenti: 12, 3, 4, 5, 6.

51 Comments

  1. Pingback: blockchain

  2. Pingback: Making Money Online!!!

  3. Pingback: https://amzn.to/2F3wswX

  4. Pingback: book project

  5. Pingback: photographers in florida

  6. Pingback: Top Tallahassee Realtor

  7. Pingback: Dentist in Weslaco Texas (956) 969-2960

  8. Pingback: Amalfi coast tour

  9. Pingback: Chiropractor in Bakersfield CA

  10. Pingback: ONLINE TRAINING BUILD INTERNET BUSINESS MAKE MONEY

  11. Pingback: tax service Davenport Ia

  12. Pingback: speedway

  13. Pingback: Acqua di Parma

  14. Pingback: fitness

  15. Pingback: dentist in los angeles

  16. Pingback: Real Estate Agent Carseldine

  17. Pingback: Free Gold Silver Stock Research 1 Bought by The Rothss Childss

  18. Pingback: website

  19. Pingback: pro fitness warwick ri

  20. Pingback: Dentist In Atlanta Georgia

  21. Pingback: "Prada Foundation’s New display Is Dedicated To People In Love With Their Sex Dolls

  22. Pingback: Male Sex Doll Make You Turn to Be the Real Man

  23. Pingback: MY CLICKFUNNEL BUSINESS

  24. Pingback: Silicone Sex Doll Helps You Lead a Healthier Life

  25. Pingback: soundbars for home

  26. Pingback: Cellphone Repair Mission Texas 956-578-3511

  27. Pingback: Dentist in Weslaco Texas 956-969-2960

  28. Pingback: Indian Catering Canton MI

  29. Pingback: have a peek at this web-site

  30. Pingback: bloodborne pathogen training

  31. Pingback: MASK ON 10 FREAKY GIRLS Instrumental Metro Boomin Type Beat 2019

  32. Pingback: Application and research status of nano copper powder as lubricant additive

  33. Pingback: more tips here

  34. Pingback: 파워볼사이트

  35. Pingback: GCLUB

  36. Pingback: Traveling to Gozo

  37. Pingback: Aurora homes for sale 647-292-2019

  38. Pingback: Landscaping in Long Island NY

  39. Pingback: https://blackjack77lebanon.com

  40. Pingback: Dentist in Flagstaff az

  41. Pingback: poker online

  42. Pingback: http://mukapoker.asia

  43. Pingback: push up lace bikini

  44. Pingback: 호빠

  45. Pingback: bestwaytolearn

  46. Pingback: numbers

  47. Pingback: Whatsapp Marketing Pro (Instant download link)

  48. Pingback: Pangerantoto2

  49. Pingback: Pangerantoto2

  50. Pingback: Istanaimpian2

  51. Pingback: Live Hongkong

Forse ti potrebbe interessare anche: