Una piccola introduzione

L’età che Tosca aveva quando ho cominciato a prendere appunti sulle storie è due anni e tre mesi. È il momento in cui ho cominciato a concepire l’idea di pubblicare questo blog.

Ricordo il momento preciso, corrisponde a un breve dialogo fra me e Tosca, avvenuto in macchina, la sera dopo cena. Lei era seduta dietro, nel seggiolino, io guidavo (non viceversa). Questo lo scambio di battute:

Tosca: Si torna a casa a Loro?

Io: Sì Tosca.

Tosca: È bella casa a Loro… Ci sono i lampadari.

Io: C’è anche lo specchio nuovo che abbiamo appeso io e la mamma.

Tosca: Mi piace lo specchio. Parla.

Io: Parla? E cosa dice?

Tosca: Racconta le storie.

Io: Racconta le storie… e che storie racconta?

Tosca: Racconta le storie di quando io ero piccina picciò come Giovanni.

(19 Luglio 2015, di ritorno da casa dei nonni)

Nota: Tosca parlava, già allora, piuttosto bene, ma parlava (e parla) bambinese. I suoi interventi sul blog sono tradotti per comodità di lettura.

BoscoMagicoRedux

Ora Tosca ha quasi quattro anni. La sua età cambia tutti i giorni e lei evolve alla velocità della luce. Le storie, da allora, sono cambiate. Cambiano gli argomenti, il modo, le occasioni, il linguaggio. Sperimentiamo insieme. Qui, sul blog, non sono in ordine cronologico. In genere guardo gli appunti e decido cosa scrivere in base alla voglia.
Non mi sono mai preoccupato molto di semplificare le storie che racconto, sia nella struttura, sia nel linguaggio. Certamente faccio il possibile perché Tosca mi capisca, ma nel dubbio non mi faccio problemi ad usare parole difficili, ad affrontare argomenti complessi, a inserire personaggi inquietanti e strani. I motivi sono due:

  • Tosca le storie le capisce e le ha sempre capite. Lo sento, si vede. E ho sempre sentito che le piacevano. Ovviamente, le storie sono sue, sono per lei, le invento per lei. Cioè: non le racconto dello sbarco in Normandia, ma le racconto di pulcini e paperi, che lei massimamente gradisce. Ma so che si possono toccare temi importanti e con parole belle, facendo attenzione all’estetica, alla lingua, alla varietà dei vocaboli.
  • Mi sono accorto molto presto che un bambino, anche piccolissimo, sa e capisce molte più cose di quanto agli adulti piaccia credere. Cattura rapidissimo tutto ciò che gli/le interessa. Se qualcosa lo spiazza riesce a integrarla nel suo mondo con una velocità e un’originalità sorprendenti. Non ha limiti.

Sarei felice se questo blog diventasse uno spazio di condivisione con altri raccontatori. Condivisione di esperienze, di pratiche, di metodi, di aneddoti. Nel raccontare c’è un’energia specifica: è un atto potente. Mi piacerebbe, nel tempo, introdurre e sviluppare questi temi, e confrontarmi con le opinioni di chi, a sua volta, racconta.

Un’ultima annotazione. Sono felicemente sposato con mamma Ilaria, che ha un ruolo importantissimo nelle storie. Ne è protagonista e ispiratrice, a volte. Il fatto è che Ilaria è una chef, e spesso la sera lavora fino a tardi. Questo, quando accade, lascia me e Tosca da soli, o coi nonni, per il pomeriggio, la cena e la buonanotte. E’ un privilegio che pochi babbi hanno, mi rendo conto, ma a volte preferirei passare più tempo insieme a mia moglie. C’è una serie di storie, e alcune le pubblicherò, che sono richieste e guidate con forza da Tosca e nelle quali i protagonisti siamo noi tre. È come se volesse, attraverso il racconto, tenerci tutti uniti.

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